Dan Forrest: Dona Nobis Pacem
Sunday 28 Of June 2026 - 21:15, Anfiteatro

CONCERTO SOTTO LE STELLE
Dan Forrest: Dona Nobis Pacem
Prima esecuzione mondiale
Lucia Casagrande Raffi soprano
Gregorio Maria Locchi voce bianca
Coro Canticum Novum di Solomeo
Orchestra del Teatro Cucinelli
Fabio Ciofini direttore
D. FORREST (1978)
O Vos omnes
Vox Sanguinis (Fratris Tui)
Lacrimosa (Ad Vesperum)
Pie Jesu
Beati
Tua Pace
In Terra Pax
Dona Nobis Pacem
Commissione della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli
Dona Nobis Pacem
Da tempo nutro una profonda ammirazione per il Dona Nobis Pacem di Ralph Vaughan Williams, composto in risposta alle turbolenze degli anni Trenta. A distanza di quasi un secolo, e persino dopo la Grande Guerra, il nostro mondo continua a essere funestato da conflitti, discordie e oppressioni. Mi sono pertanto ritrovato a desiderare di offrire un’opera musicale contemporanea che sapesse dare voce alla molteplicità delle risposte emotive umane dinanzi a tali difficoltà. L’opera che ne è scaturita, Dona Nobis Pacem, coniuga espressioni musicali più contemporanee con testi che, da secoli, costituiscono patrimonio condiviso delle nostre lotte e delle nostre speranze, tramandate di generazione in generazione. L’opera si apre con un Introitus strumentale, il Lamento, che introduce l’ascoltatore a questo viaggio emotivo. Progressivamente entra il coro, una voce alla volta, mettendo in luce quanto ciascuna delle nostre singole voci possa sembrare esile e fragile in un mondo travolgente. Il lamento profondamente dolente, O Vos Omnes, si chiede se qualcuno veda o ascolti il nostro dolore, domandando: «È forse nulla ai tuoi occhi?». L’invocazione si fa via via più pressante, implorando Dio di non restare a guardare, ma si infrange contro un silenzio drammatico. Il movimento infine si placa in una preghiera sommessa sul testo tradizionale dell’Agnus Dei, concludendosi con le parole che danno titolo all’intera opera. II. Vox Sanguinis ha quindi inizio senza soluzione di continuità, sprigionando una collera giusta, mentre «la voce del sangue innocente grida». Il movimento si avvale di dissonanze armoniche, gesti aspri, timbri intensi e tecniche strumentali estese per dar forma ai testi, nonché di policordi stridenti che sovrappongono simultaneamente triadi maggiori e minori, dando vita a vigorose invettive: «guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene… Sorgi, Signore, affrontali, abbattili». Dopo l’impeto di questo tumulto, attacca un III. Lacrimosa semplice, che raffigura lacrime che cadono in uno specchio d’acqua. Onde concentriche in continua espansione prendono forma attraverso il suono della celesta e del vibrafono, con linee melodiche ondulate che si innalzano e si abbassano rispondendosi a vicenda. Il primo barlume di speranza affiora nella sezione centrale, nell’armonia modale del testo del Salmo: «il pianto può durare una notte, ma al mattino giunge la gioia». IV. Pie Jesu nasce direttamente da queste lacrime, con un tenore solista che canta le parole di Cristo a Pietro nell’istante del suo tradimento, esortandolo a rimettere la spada nel fodero anziché lottare per il potere, e guarendo il suo aggressore. Il testo del Pie Jesu è quindi affidato a una voce solista (idealmente quella di un bambino), a rappresentare la forza dell’innocenza e dell’umiltà in luogo dell’aspirazione al dominio. In un momento di sorprendente ironia, l’intera opera svolta verso la pace quando si invoca misericordia non soltanto per noi stessi, ma anche per «il colpevole». Il movimento si conclude con una sezione strumentale eterea, in cui si comincia finalmente a intravedere la pace. V. Beati è una trasposizione mistica delle Beatitudini evangeliche, ispirata alla visita del compositore alla Chiesa delle Beatitudini presso il Mare di Galilea. Il linguaggio musicale evoca un’altra dimensione, mentre ascoltiamo e accogliamo la visione di Cristo su ciò che è veramente buono, giusto e bello, e su coloro che riceveranno la sua benedizione culminando nelle parole: «beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio». VI. Tua Pace riporta il nostro sguardo da «un altro mondo» al «nostro mondo», invitandoci a considerare che cosa significhi essere artefici di pace. Le parole attribuite a San Francesco d’Assisi sono presentate in lingua italiana, poiché l’opera viene eseguita in prima assoluta nelle immediate vicinanze di Assisi, dinanzi a un pubblico italiano, pertanto il senso del «nostro mondo» risuonerà con la massima chiarezza. La melodia richiama la tradizione italiana, mentre un’ocarina intesse lungo tutto il movimento richiami di uccelli, evocando l’amore di San Francesco per la natura e la leggenda della sua predicazione agli uccelli. VII. In Terra Pax offre quindi una celebrazione e una visione di un mondo in cui i conflitti sono cessati e i messaggi di Beati e Tua Pace sono divenuti realtà. Il testo tratto dall’Antico Testamento fu citato da George Washington in una lettera agli immigrati ebrei nei neonati Stati Uniti, ed è altresì esposto, con una notevole carica evocativa, tra le rovine della Cattedrale di Coventry in Inghilterra. La musica trasfigura i motivi aggressivi del secondo movimento in una gioiosa esultanza, raffigurando immagini di armi convertite in strumenti di prosperità, di nazioni che non levano più la spada le une contro le altre, e di popoli che vivono in libertà e sicurezza, senza timore. Un solista intona quindi parole tratte dal Magnificat di Maria: «ha rovesciato i potenti… ha rimandato i ricchi a mani vuote… ha innalzato gli umili e i miti», insieme all’annuncio degli angeli ai pastori nei Vangeli: «pace in terra». Il movimento conclusivo, VIII. Dona Nobis Pacem, ci conduce infine al cuore dell’opera: una preghiera per la pace affidata a una melodia che nasce semplice, si espande in un inno luminoso e solenne, per poi acquietarsi in una dimensione di quiete e riposo.
Dan Forrest
Dan Forrest
Dan Forrest (1978) è ampiamente riconosciuto come uno dei principali compositori corali americani del nostro tempo. È stato descritto come dotato di «un indubbio talento nel comporre musica meravigliosa… che è davvero magica» (NY Concert Review), con opere acclamate come «magnifiche sculture sonore costruite con grande intelligenza » (Classical Voice) e «una scrittura superba… ricca di momenti da brivido» (Salt Lake Tribune). La sua musica ha venduto milioni di copie, ha ricevuto numerosi premi (tra cui, più recentemente, la Raymond Brock Commission 2027 dell’ACDA) e si è affermata nel repertorio dei cori di tutto il mondo attraverso commissioni, festival, registrazioni, trasmissioni radiofoniche e televisive e prime esecuzioni in importanti sedi internazionali. Il lavoro di Dan spazia da piccole opere corali a brani strumentali solistici, opere per ensemble di fiati e grandi composizioni in più movimenti per coro e orchestra. Il suo Requiem for the Living (2013) e Jubilate Deo (2016) sono diventati parte integrante del repertorio corale/orchestrale di ensemble di tutto il mondo, mentre Lux (2018), The breath of life (2020) e Creation (2023) hanno ricevuto il plauso della critica. Dan ha conseguito un D.M.A. in Composizione (Università del Kansas, 2007) e un master in pianoforte. Ha ricoperto per diversi anni il ruolo di professore e presidente di dipartimento (teoria musicale e composizione) nell’istruzione superiore ed è stato presidente del Comitato Nazionale per le Iniziative di Composizione dell’ACDA. Attualmente svolge attività di tutoraggio per compositori attraverso la sua iniziativa “Forrest Fellows” e ricopre il ruolo di vicepresidente delle pubblicazioni e redattore presso la Beckenhorst Press, compositore residente alla Furman University, artista residente presso la Mitchell Road Presbyterian Church (Greenville, Carolina del Sud) e pianista accompagnatore per tutte le registrazioni e i concerti dei Beckenhorst Singers. Quando non crea musica, Dan ama trascorrere il tempo con sua moglie e i suoi tre figli, prendersi cura dei suoi vasti giardini paesaggistici, suonare musica tradizionale irlandese con la fisarmonica e partecipare alla vita della sua comunità parrocchiale.
Lucia Casagrande Raffi
Nata a Gubbio, Lucia Casagrande Raffi è un soprano attivo nel repertorio operistico, sacro, sinfonico e oratoriale. Diplomata in Canto presso il Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia, ha successivamente conseguito il diploma in Didattica della Musica e il biennio specialistico in Canto con 110 e lode. Ha debuttato a 21 anni al XXIV Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e nel 2010 è stata premiata al “Beniamino Gigli” di Helsinki presso l’Accademia Sibelius. Ha cantato in numerose opere liriche, concerti, recital in Italia e all’estero; ha collaborato con numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale. Si è perfezionata nel repertorio barocco, dove è attualmente molto attiva, con Claudine Ansermet, Gloria Banditelli e Roberta Invernizzi ed ha collaborato con Accademia Hermans, Solisti Aquilani, Orchestra da Camera di Perugia, Accademia degli Unisoni, Roma Barocca Ensemble ed Ensemble Strumentale della Cappella Musicale S. Petronio. Si è esibita in festival e rassegne come Hermans Festival, Antiqua Festival, Festival Euro Mediterraneo, Filarmonica Umbra, Antichi Organi, Artem Festival, Camerino Festival, Festival Villa Solomei, Sagra Musicale Umbra, Perdonanza Celestiniana, Anghiari Festival, Barattelli Concerti, Stagione dei Concerti ISA. Ha all’attivo diverse incisioni discografiche per Bottega Discantica, Bongiovanni, Da Vinci, Sheva e Brilliant Classics.
Coro Canticum Novum di Solomeo
Il Coro Canticum Novum di Solomeo nasce su iniziativa di Don Alberto Seri e grazie all’entusiasmo di un piccolo gruppo di giovani appassionati di musica. Da quell’intuizione prende forma, nel tempo, una realtà corale viva e partecipata, capace di attrarre e unire voci provenienti da tutto il territorio circostante. Dal 1994 la direzione è affidata a Fabio Ciofini, sotto la cui guida il coro intraprende un intenso percorso di studio e ricerca, orientato in particolare verso la grande tradizione della polifonia rinascimentale e classica. Accanto a questo repertorio trovano spazio anche elaborazioni di canti popolari, negro spirituals, gospels e pagine di autori moderni e contemporanei, in un dialogo continuo tra epoche e linguaggi musicali. Composto da circa quarantacinque elementi, il Canticum Novum si distingue per l’attenzione alla qualità timbrica e alla finezza interpretativa del testo musicale. Nel corso degli anni ha preso parte a numerose rassegne e festival e tenuto concerti in Italia e all’estero (Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Russia, Giappone). Il repertorio comprende inoltre importanti opere per coro e orchestra di Bach, Buxtehude, Telemann, Händel, Mozart, Fauré, Rheinberger e Dvořák, eseguite nell’ambito di prestigiose stagioni concertistiche. Vasta la produzione discografica per la Bottega Discantica di Milano (Vivaldi, Mozart, Forrest, Mendelssohn ecc.). Dal 1999 l’omonima Associazione organizza il Festival “Villa Solomei”.
Fabio Ciofini
Fabio Ciofini ha studiato organo, pianoforte e fortepiano al Conservatorio di Perugia rispettivamente con W. Van de Pol, M.F. Spaventi e C. Veneri e clavicembalo presso la Scuola di Musica di Fiesole con A. Fedi. Ha continuato i suoi studi in Organo presso il Conservatorio di Amsterdam con J. Van Oortmerssen ottenendo nel 1999 il “Post-Graduate” in musica barocca. Nel 1995 è stato nominato Organista titolare presso la Collegiata di S. Maria Maggiore a Collescipoli sull’organo barocco W. Hermans (1678). Tiene regolarmente concerti e Masterclass in Italia, Europa, Stati Uniti, Canada, Messico e Giappone ed è sovente ospite dei più importanti Festival di musica antica (Lufthansa Festival, Oude Muziek – Utrecht, Vantaa Baroque Festival, ecc). Ha registrato e suonato in diretta radiofonica per le più importanti radio nazionali europee (BBC, ZDF, YLE, RAI etc). Le sue interpretazioni della musica antica e barocca riscuotono larghi consensi. Fabio Ciofini è attivo anche come concertatore ed è direttore musicale di Accademia Hermans. Il suo ultimo disco dell’opera 4 di Corelli registrato con l’Ensemble Aurora (Glossa) ha vinto il “Diapason d’oro” e il “deutschen schallplattenkritik”. Insegna tastiere storiche presso il Conservatorio “G. Briccialdi” di Terni. Dal 2010 è Direttore Artistico della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli (Solomeo, Perugia).
